Ha pasta molle, inconfondibile cremosità ed è buono sia fresco che stagionato: è il Roccaverano DOP, formaggio piemontese che si è fatto conoscere in tutta Italia e all’estero.

  • Se ne producono circa 500 mila forme l’anno. Il Consorzio che tutela questo prodotto dalla storia secolare che risale ai Celti Liguri è costituito da piccoli produttori distribuiti in un territorio che si snoda tra le province di Asti e Alessandria: 10 comuni nell’Astigiano e 9 nell’Alessandrino, nell’area collinare della Langa di Roccaverano (Asti), in Val Bormida e Val Erro (Alessandria). Come prevede il disciplinare di produzione è possibile impiegare solo latte crudo caprino delle razze Roccaverano e Camosciata Alpina, la stagionatura può essere di pochi giorni quindi fresca o superare ampiamente i 10 giorni nella versione stagionata.

Il Roccaverano è anche un Presidio Slow Food, progetto che tutela i piccoli produttori e valorizza le eccellenze del territorio come il Roccaverano DOP.

Il Roccaverano DOP si distingue per il ristretto territorio di produzione distribuito tra Langa Astigiana e Monferrato Acquese, un disciplinare tra i più rigidi a livello nazionale, dove razze animali, pascolo e alimentazione sono stati selezionati in modo estremamente specifico, e infine per il coraggio dei piccoli allevatori che quotidianamente percorrono le alte colline con i loro greggi e trasformano in modo artigianale il latte.