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Dalla terra alla tavola, Carlo Bussi (Consorzio Alta Langa): “Salvaguardiamo il paesaggio che dà origine ai nostri vini”

Siamo ciò che mangiamo e se mangiamo prodotti eccellenti, sostenibili e buoni, saremo certamente persone che prestano attenzione alla sostenibilità al bello e al buono del nostro territorio.

Questo incredibile e inestricabile racconto di prodotti della terra, di uomini e paesaggi, essenza stessa del terroir italiano, è stato al centro del convegno promosso dal Mipaaf – Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Valorizzare la qualità “Dalla terra alla tavola”, tenutosi venerdì 24 novembre ad Alba, in Sala Beppe Fenoglio, area dell’Alba Truffle Show.

Con la partecipazione del Vice Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Andrea Olivero, il convegno “Dalla terra alla tavola” ha guidato il pubblico a riflettere sull’importanza delle eccellenze agroalimentari come parte fondamentale e imprescindibile del connubio che lega i prodotti al territorio, e il territorio alle nostre tavole.

I prodotti d’eccellenza agroalimentare sono testimoni della profonda connessione tra la natura e gli uomini: un legame che porta in sé la storia, la cultura e i valori della comunità e pone l’accento sulla salvaguardia e la tutela dell’ambiente paesaggistico, da parte dei produttori e dei consumatori.

Presentato da Federico Quaranta, celebre conduttore radiotelevisivo, il convegno ha visto la presenza di importanti imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, delle Associazioni e dei Consorzi che tutelano e promuovono i prodotti di eccellenza del settore agroalimentare.

Tra gli ospiti, sono saliti sul palco Maurizio Marello, sindaco di Alba, Liliana Allena, presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Fabio Tripaldi, assessore alla Cultura e al Turismo della città di Alba, Sergio Capaldo, Presidente del Consorzio di allevatori Razza Bovina Piemontese La Granda, Carlo Bussi, Vice Presidente Consorzio Alta Langa, Giuseppe Viriglio, Presidente Origosat Srl, Antonio Degiacomi, Presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo ed Evanzio Fiandino, Presidente Assopiemonte DOP & IGP.

Al termine del convegno, i partecipanti hanno potuto partecipare allo show cooking di Andrea Larossa del Ristorante Larossa di Alba, chef che il 16 novembre scorso è stato insignito della stella Michelin. Lo chef albese ha proposto un piatto con ingredienti 100% autoctoni: risotto ai formaggi con Riso di Baraggia Biellese e Vercellese e formaggi dell’Assopiemonte DOP E IGP, associazione che rappresenta i sei Consorzi di Tutela dei formaggi a Denominazione di Origine prodotti in Piemonte. In abbinamento al piatto, sono stati serviti i vini del Consorzio Tutela Alta Langa Metodo Classico, official sparkling wine della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

In contemporanea allo show cooking, il MEG – Mercato Enogastronomico ha offerto al pubblico una degustazione con i prodotti d’eccellenza delle aziende presenti all’interno del Salotto dei Gusti e dei Profumi di sabato 25 e domenica 26 novembre.

«Dall’impegno laborioso nel prendersi cura della terra e dalla trasformazione della materia prima di qualità emerge un vero e proprio modello di crescita capace di esprimere strategie di promozione coerenti che legano in modo imprescindibile territorio e prodotti. L’agroalimentare non è più soltanto un settore economico perché il cibo porta in sé la capacità di offrire un’esperienza di crescita culturale, umana e comunitaria. In questo contesto creare qualità è sempre più una sfida tesa a mostrare e rendere fruibile il nostro ineguagliabile patrimonio di storie, persone, gesti e tradizioni», ha dichiarato Andrea Olivero, Vice Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

«È per noi un piacere collaborare con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che da tre anni a questa parte collabora attivamente con la Fiera alla promozione e alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane. Il comune obiettivo è di mettere in rete queste eccellenze a partire dal Tartufo Bianco d’Alba, brand riconosciuto a livello internazionale, narrando la bellezza dei paesaggi dove nascono, l’impegno e la passione degli uomini e delle donne che danno loro vita», ha detto Liliana Allena, Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

«Ringrazio il Mipaaf perché crede e valorizza le eccellenze delle nostre colline e di Alba, che recentemente è stata riconosciuta Città Creativa Unesco per la Gastronomia. Il discorso sul cibo è strategico per il nostro territorio, dove lavoro, prodotti della terra e tradizioni sono legati a doppio filo. Spero che parlare di cibo e paesaggio ci aiuti a riflettere sul fatto che mangiare è un atto politico: se scegliamo produzioni di qualità e lottiamo contro gli sprechi, ci stiamo impegnando per un mondo migliore», ha dichiarato Fabio Tripaldi, assessore alla Cultura e al Turismo della città di Alba.

«L’Alta Langa nasce da un territorio vario e straordinario. L’impegno del nostro Consorzio è quello di salvaguardare il paesaggio che dà origine ai nostri vini. Per questo abbiamo lanciato il Patto con la Terra, progetto di studio e ricerca che mira a una viticoltura sostenibile, in armonia con il delicato tessuto delle nostre colline, per stabilire un patto di fiducia e di onestà con l’ambiente e con i consumatori», ha dichiarato Carlo Bussi, Vice Presidente Consorzio Alta Langa.

«Come per il vino», ha continuato Sergio Capaldo, Presidente del Consorzio di allevatori Razza Bovina Piemontese La Granda, «anche il settore dell’allevamento deve riconoscere il suo terroir, quell’insieme di natura, microclima, suoli e lavoro dell’uomo che rendono un prodotto unico e distinguibile nel mondo. Per fare una buona carne bisogna saper fare bene l’agricoltore. La Granda ha sposato il concetto di agricoltura simbiotica: una serie di operazioni virtuose atte a preservare la biodiversità e favorire la sinergia microbiologica tra suoli, animali e persone. Solo se un paesaggio è microbiologicamente vivo i prodotti dell’allevamento possono comunicare la loro differenza».

«Paesaggio e Tartufo Bianco d’Alba sono quanto di più simbiotico esista in natura», ha sottolineato Antonio Degiacomi, Presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo. «Al contrario dei prodotti agroalimentari, però, il Tuber magnatum Pico è un fungo ipogeo spontaneo, non coltivabile. Preservarlo vuol dire dotarsi di regole e di indicazioni precise sulla salvaguardia delle tartufaie e dell’ambiente naturale, sul rispetto del calendario di raccolta e sulla lotta al bracconaggio».

«Niente come il formaggio rappresenta adeguatamente l’espressione “dalla terra alla tavola”», ha aggiunto Evanzio Fiandino, Presidente Assopiemonte DOP & IGP. «Ogni minima variazione del contesto naturale e delle tecniche produttive influenza il suo gusto e i suoi profumi. Rispettare il paesaggio dove il formaggio viene prodotto significa valorizzare la naturale predisposizione dei nostri prodotti all’unicità, che è l’aspetto su cui puntare per affascinare e conquistare i consumatori».

Parlare di eccellenze agroalimentari vuol dire affrontare e trovare soluzioni al problema delle falsificazioni dei prodotti italiani. Su questo tema è intervenuto, a conclusione del convegno, Giuseppe Viriglio, Presidente di Origosat srl, azienda specializzata nella certificazione dei prodotti agroalimentari: «L’idea di Origosat – ha detto Viriglio – è di sfruttare la tecnologia satellitare per tracciare, attraverso un’etichetta tecnologica, la filiera di un prodotto. In questo modo, grazie a un qualunque smartphone, il consumatore potrà conosce l’origine di ciò che acquista, il luogo esatto dove il prodotto è stato creato».