INIZIO 800

incisioneNasce in Piemonte il primo metodo classico italiano. Già dall’inizio dell’800, i conti di Sambuy, influenzati dalla vicinanza geografica e culturale con la Francia e con le sue produzioni vinicole, diedero inizio in Piemonte alla coltivazione di alcuni vitigni francesi – Pinot Nero e Chardonnay in particolare – per produrre vini spumanti sul modello di quelli della Champagne.


1848

Dopo gli studi di enologia, Carlo Gancia partì per Reims con l’obiettivo di apprendere i segreti della produzione dello Champagne. Una volta rientrato a casa avviò insieme al fratello Edoardo una piccola attività, dove iniziò la produzione del primo spumante italiano utilizzando le tecniche di lavorazione del metodo “champenoise”.


1850

Convinto che il terroir piemontese fosse ottimale per la coltivazione e la produzione di uve da spumante, Gancia iniziò un periodo di lavoro e sperimentazione, coltivando Pinot Nero e Chardonnay soprattutto nella zona di Canelli, aprendo la strada a molti altri produttori del territorio.


1900

Dall’inizio del Novecento, la produzione di spumante si sviluppò grazie alle case storiche dell’epoca che, all’esportazione del vermouth, affiancarono quella del metodo classico piemontese, prodotto ininterrottamente fino a oggi.


28 FEBBRAIO 1990

Le case spumantiere piemontesi Cinzano, Contratto, Fontanafredda, Gancia, Martini&Rossi, Riccadonna e Vini Banfi sottoscrissero un impegno comune per la coltivazione in Piemonte di vitigni Pinot Nero e Chardonnay per la produzione di vini da spumantizzare.


Rappresentanti delle prime case spumantiere che hanno dato vita al progetto Alta Langa Docg

5 MARZO 1990

Fu ufficializzato il “Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte”, con la presentazione della proposta all’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Emilio Lombardi. Erano presenti anche i rappresentanti dei viticoltori e i responsabili dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura Antonio Calò e Lorenzo Corino.


GENNAIO 1991

Nella riunione in Regione emerse la necessità di dare autonomia al “Progetto Spumante” rispetto alla Doc Piemonte: il “Progetto Spumante” avrebbe interessato solamente un’area ristretta delle provincie di Asti, Cuneo e Alessandria per la produzione di uve Pinot Nero e Chardonnay da spumantizzare con metodo classico mentre la Doc Piemonte riguardava vini da vitigni Pinot Bianco, Grigio, Nero e Chardonnay coltivati in un’area più ampia delle tre province e prodotti indifferentemente con metodo Martinotti e metodo classico.


1992

I vigneti sperimentali divennero realtà: nel primo anno furono coinvolte 21 aziende per una superficie totale di circa 20 ettari con 80mila barbatelle messe a dimora (85% di Pinot Nero di 10 diversi cloni e 15% Chardonnay di tre cloni).


21 MAGGIO 1992

Il “Progetto Spumante” fu ufficialmente presentato all’Unione Industriale di Torino davanti a giornalisti, autorità e produttori.


4 GIUGNO 1993

Il “Progetto Spumante” si trasformò in “Tradizione Spumante”: l’associazione nacque davanti al notaio albese Fabrizio Donotti a firma di Pier Filippo Cugnasco (Cinzano), Alberto Contratto (Giuseppe Contratto), Alessandro Abbruzzese (Fontanafredda), Vittorio Vallarino Gancia (Gancia), Giorgio Giusiana (Martini & Rossi), Ezio Cantù (Riccadonna) e Giuseppina Viglierchio (Vini Banfi).
Di “Tradizione Spumante” sono stati presidenti: Alberto Contratto, Giuseppina Viglierchio, Vittorio Vallarino Gancia, Ginafranco Caci e Lino Moncada, Giovanni Minetti, Giorgio Giusiana, Ottavio Riccadonna e Giulio Bava.
Intanto era stata avviata la seconda tranche degli impianti con altri 20 ettari di vigneti messi a dimora che sarebbero poi saliti a 48, fino a diventare 57 ettari complessivi.


1994

Il frutto dei primi 20 ettari di vigneti sperimentali entrò in produzione.


1996

Si iniziò a studiare la proposta di un disciplinare di produzione. Il nome che prevalse, sulla base di ricerche territoriali e toponomastiche, fu “Alta Langa”.


1997

“Tradizione Spumante” cambiò nome e diventò “Case Storiche Piemontesi”. Tra il 1994 e il 1997 entrarono a far parte del gruppo Barbero 1891 (Enrico Serafino) che prese il posto di Contratto e Giulio Cocchi che prese il posto di Cinzano.


10 MAGGIO 1999

Primo brindisi con lo spumante Alta Langa nella sede della Comunità montana, a Bossolasco: fu la prima uscita ufficiale del nuovo spumante piemontese metodo classico per il quale era già stato avviato, presso le sedi competenti regionali e nazionali, l’iter che avrebbe portato al riconoscimento della Denominazione di origine controllata.


Viticoltori dell'Alta Langa Docg
Il primo gruppo di viticoltori che ha partecipato alla nascita del progetto Alta Langa Docg

15 GIUGNO 2001

Nacque ad Asti il Consorzio Alta Langa: contava 48 soci di cui 41 viticoltori e le prime sette case spumantiere: Barbero 1891 (Enrico Serafino), Bersano & Riccadonna, Giulio Cocchi, Fontanafredda, Gancia, Martini & Rossi, Vigne Regali.


20 NOVEMBRE 2001

Il Comitato Vitivinicolo della Regione approvò la richiesta della Doc: la domanda fu inoltrata al Comitato Nazionale per la Tutela dell’Origine dei Vini.


23 NOVEMBRE 2002

La Gazzetta Ufficiale pubblicò il decreto 31.10.2002 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali riconoscendo la Denominazione di Origine Alta Langa: i vini del progetto Alta Langa, che fino a questo momento erano usciti come Piemonte DOC, ottennero finalmente la propria DOC.


2003

Pubblicazione in collaborazione con la Regione Piemonte del libro “Alta Langa Metodo Classico – Storia di un progetto piemontese”. Testi, ricerche storiche ed elaborazione dei dati di Giancarlo Montaldo (Studio Montaldo).


2011

L’Alta Langa ottenne la DOCG con il riconoscimento retroattivo fino alla vendemmia 2008.