INIZIO 800

incisioneNasce in Piemonte il primo metodo classico italiano. Già dall’inizio dell’800, i conti di Sambuy, influenzati dalla vicinanza geografica e culturale con la Francia e con le sue produzioni vinicole, diedero inizio in Piemonte alla coltivazione di alcuni vitigni francesi – Pinot nero in particolare – per produrre vini spumanti sul modello di quelli della Champagne.


1850

Emblematico il caso di Carlo Gancia, il quale dopo gli studi di enologia nel 1848 partì per Reims con l’obiettivo di apprendere i segreti della produzione dello Champagne. Una volta rientrato a casa, nel 1850 avviò a Chivasso (TO) insieme al fratello Edoardo una piccola attività di vinificazione. Successivamente trasferì lo stabilimento a Canelli (AT), dove nel 1865 mise a punto la produzione di spumante italiano utilizzando le tecniche di lavorazione del metodo “champenoise”.


FINE 800

Con la convinzione che il terroir piemontese fosse ottimale per la coltivazione e la produzione di uve da spumante, il Cav. Giovanni Boschiero e la ditta F.lli Gancia e C. iniziarono un periodo di lavoro e sperimentazione, promuovendo la coltivazione di Pinot nero soprattutto nella zona di Asti e Canelli, aprendo la strada a molti altri produttori del territorio.


Confezionamento metodo classico, inizio 900 – Archivio Gancia

1900

All’inizio del Novecento, la produzione di spumante si consolidò e divenne florida grazie alle principali Case enologiche dell’epoca che, all’esportazione del Vermouth di Torino, affiancarono quella del metodo classico d’elite con la creazione di marchi iconici di grande successo.


28 FEBBRAIO 1990

Le case spumantiere piemontesi Cinzano, Contratto, Fontanafredda, Gancia, Martini&Rossi, Riccadonna e Vini Banfi (soprannominate “le sette sorelle”) sottoscrissero un impegno comune per la sperimentazione del territorio e la coltivazione in Piemonte di vitigni Pinot nero e Chardonnay per la produzione di vini da spumantizzare.


Rappresentanti delle prime case spumantiere che hanno dato vita al Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte

5 MARZO 1990

Fu ufficializzato il “Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte”, con la presentazione della proposta all’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte Emilio Lombardi. Erano presenti anche i rappresentanti dei viticoltori e i responsabili dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura Antonio Calò e Lorenzo Corino.


GENNAIO 1991

Nella riunione in Regione emerse la necessità di dare autonomia al “Progetto Spumante” rispetto alla Doc Piemonte: il “Progetto Spumante” avrebbe interessato solamente un’area ristretta delle provincie di Asti, Cuneo e Alessandria per la produzione di uve Pinot nero e Chardonnay da spumantizzare con metodo classico mentre la Doc Piemonte riguardava vini da vitigni Pinot bianco, grigio, nero e Chardonnay coltivati in un’area più ampia delle tre province e prodotti indifferentemente con metodo Martinotti e metodo classico.


1992

I vigneti sperimentali divennero realtà: nel primo anno furono coinvolte 21 aziende per una superficie totale di circa 20 ettari con 80mila barbatelle messe a dimora (85% di Pinot nero di 28 diversi cloni e 15% Chardonnay di 12 cloni).


21 MAGGIO 1992

Il “Progetto Spumante” fu ufficialmente presentato all’Unione Industriale di Torino davanti a giornalisti, autorità e produttori.


4 GIUGNO 1993

Il “Progetto Spumante” condusse alla fondazione di “Tradizione Spumante”: l’associazione nacque davanti al notaio albese Fabrizio Donotti a firma di Pier Filippo Cugnasco (Cinzano), Alberto Contratto (Giuseppe Contratto), Alessandro Abbruzzese (Fontanafredda), Vittorio Vallarino Gancia (Gancia), Giorgio Giusiana (Martini & Rossi), Ezio Cantù (Riccadonna) e Giuseppina Viglierchio (Vini Banfi).
Di “Tradizione Spumante” sono stati presidenti: Alberto Contratto, Giuseppina Viglierchio, Vittorio Vallarino Gancia, Gianfranco Caci e Lino Moncada, Giovanni Minetti, Giorgio Giusiana, Ottavio Riccadonna e Giulio Bava.
Intanto era stata avviata la seconda tranche degli impianti con altri 20 ettari di vigneti messi a dimora, che sarebbero poi saliti complessivamente 57 ettari sperimentali.


Viticoltori dell'Alta Langa Docg
Il primo gruppo di viticoltori che ha partecipato alla nascita del progetto, vendemmia 1995

1994

Il frutto dei primi 18 ettari di vigneti sperimentali entrò in produzione. Nel 1995 seguirono altri 20 ettari che arrivarono a oltre 48 nel 1996.


1996

Si iniziò a studiare la proposta di un disciplinare di produzione. Il nome che prevalse, sulla base di ricerche territoriali e toponomastiche, fu “Alta Langa”.


Logo associazione Case Storiche Piemontesi

1997

“Tradizione Spumante” cambiò nome e diventò “Case Storiche Piemontesi”. Tra il 1994 e il 1999 entrarono a far parte del gruppo Barbero 1891 (Enrico Serafino) che prese il posto di Contratto e Giulio Cocchi che prese il posto di Cinzano.


10 MAGGIO 1999

Primo brindisi con lo spumante Alta Langa nella sede della Comunità montana, a Bossolasco: fu la prima uscita ufficiale del nuovo spumante piemontese metodo classico per il quale era già stato avviato, presso le sedi competenti regionali e nazionali, l’iter che avrebbe portato al riconoscimento della Denominazione di origine controllata.


15 GIUGNO 2001

Nacque ad Asti il “Consorzio Alta Langa“: contava 48 soci di cui 41 viticoltori e le prime sette case spumantiere: Barbero 1891 (Enrico Serafino), Bersano & Riccadonna, Giulio Cocchi, Fontanafredda, Gancia, Martini & Rossi, Vigne Regali (Banfi).


20 NOVEMBRE 2001

Il Comitato Vitivinicolo della Regione approvò la richiesta della Doc: la domanda fu inoltrata al Comitato Nazionale per la Tutela dell’Origine dei Vini.


23 NOVEMBRE 2002

La Gazzetta Ufficiale pubblicò il decreto 31.10.2002 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali riconoscendo la Denominazione di Origine Alta Langa: i vini del progetto Alta Langa, che fino a questo momento erano usciti come Piemonte DOC, ottennero finalmente la propria DOC.


NOVEMBRE 2003

Pubblicazione in collaborazione con la Regione Piemonte del libro “Alta Langa Metodo Classico – Storia di un progetto piemontese”. Testi, ricerche storiche ed elaborazione dei dati di Giancarlo Montaldo (Studio Montaldo).


9 MARZO 2011

L’Alta Langa attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale del 21.02.2011 ottenne la DOCG con il riconoscimento retroattivo fino alla vendemmia 2008.


2016

Ideazione del Patto con la Terra: il Consorzio Alta Langa avvia un progetto di studio e ricerca sulle radici storiche e antropologiche più profonde delle alte terre di Langa condotto insieme al rettore emerito dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo Piercarlo Grimaldi.


Il gruppo di produttori a La Prima dell’Alta Langa

2018

Si svolse al Castello di Grinzane Cavour la 1° edizione de “La Prima dell’Alta Langa“: l’evento che coinvolge tutti produttori soci del Consorzio per la prensentazione delle nuove cuvée di Alta Langa.