La zona di origine dello spumante Alta Langa DOCG è situata nella fascia collinare del basso Piemonte alla destra del fiume Tanaro e comprende 149 comuni delle province di Asti, Alessandria e Cuneo.

I terreni collinari su cui coltivare i vitigni di Pinot nero e di Chardonnay sono marnosi, calcareo-argillosi, con una fertilità moderata. Sono frutto di un processo di sedimentazione che si è svolto sui fondali del mare (o di lagune) nel cosiddetto Bacino Terziario Piemontese, che ha occupato per 30 milioni di anni tutto il Piemonte sud-occidentale per poi abbandonarlo circa 2,5 milioni di anni fa. L’accumulo di sedimenti ha dato origine a un’alternanza di strati, da quelli fini composti in prevalenza da limo e argilla si sono originate le tenere rocce grigio-azzurre dette marne; quelli costituiti da sabbia, nel caso non si siano cementati hanno mantenuto il nome di sabbie, mentre se hanno subito una compattazione sono stati trasformati in areniti, la nota “Pietra di Langa”. Un territorio attraversato dai corsi d’acqua del Tanaro, del Belbo, della Bormida e dell’Orba che si originano dall’appennino e ne disegnano le valli e i calanchi.

I vigneti di Alta Langa DOCG possono essere posizionati solamente in collina, a un’altitudine minima di 250 metri slm; sono assolutamente vietati i terreni di fondovalle e umidi.
Il Disciplinare prevede che ogni vigneto sia composto da almeno 4.000 ceppi ad ettaro (10.000 mq).
I vigneti, allevati con la controspalliera bassa, sono potati con il Guyot o il cordone speronato.
La produzione delle uve non può superare i 110 quintali per ettaro e la resa in mosto di tutte le frazioni della pressatura deve essere inferiore al 65% così da ricavare esclusivamente la parte derivante dalla polpa.

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