La storia del Progetto Metodo Classico Alta Langa fornisce risposte e soddisfa ambizioni che il Piemonte viticolo ed enologico si poneva da molto tempo.

incisioneSul mondo enologico piemontese già aleggiava, fin dalla prima metà dell’800, una curiosa voglia di Spumante e certamente la contiguità territoriale con prestigiose zone di produzione francese, aveva creato una certa familiarità con i rispettivi prodotti vinicoli.

E per quanto riguarda lo Champagne, da quando, nel corso del ‘700, la nuova tecnologia di fabbricazione delle bottiglie ne aveva incrementato le esportazioni, il Piemonte aristocratico e cortigiano non era rimasto immune dal fascino delle bollicine francesi, diventate oramai un fenomeno di costume.

Carlo Gancia, rientrato in Piemonte da Reims nel 1850 dopo essersi fatta una esperienza diretta del metodo champenoise lavorando in una prestigiosa maison di quella città, era tornato con la convinzione che per ottenere anche in Piemonte quel tipo di vino ci fossero solo due strade da percorrere: o produrlo con le stesse uve francesi, oppure adattare il metodo di vinificazione champenoise a qualche uva indigena che presentasse caratteristiche simili a quelle dei pinot. Decise di seguire entrambe le strade avendo individuato sopratutto nel Moscato il tipo di uva adatto a fare uno spumante dolce, non mancò di sperimentare anche sulle uve Pinot Nero e Chardonnay ed in seguito affiancare al “Moscato Spumante” una produzione di “Spumante tipo francese”.

Il primo gruppo di persone che ha dato vita al progetto Alta Langa Docg
Rappresentanti delle prime case spumantiere che hanno dato vita al progetto Alta Langa Docg

Carlo Gancia aveva favorito la diffusione dei Pinot e Chardonnay tra i viticoltori del circondario di Canelli per averne una certa quantità da impiegare nella produzione dei suoi spumanti secchi. Tra questi, il cavalier Boschiero di Asti, che aveva preferito impiantare, verso il 1870, nel suo podere La Galleria diversi ettari di Pinot nero, grigio e bianco per tentare la produzione di spumanti tipo Champagne. Le uve di questi impianti avevano dato tali risultati che la ditta Fratelli Gancia decise di acquisirle in blocco.

Entro il 1920 quasi tutta la produzione vinicola piemontese si concentrò nelle mani di un numero limitato di grandi imprese, all’esportazione dei vermouth, si affiancava anche quella degli spumanti, non solo l’Asti inventato da Carlo Gancia, ma anche il cosiddetto “Champagne italiano”, che nei listini di vendita della casa canellese portava significativamente tra parentesi l’indicazione Pinot.

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Il primo gruppo di viticoltori che ha partecipato alla nascita del progetto Alta Langa Docg

Con il Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte, dal quale la denominazione “Alta Langa” è e sarà insieme punto di arrivo e punto di partenza, l’industria spumantistica piemontese ha reso al suo territorio un contributo di impegno economico e tecnologico prezioso ed una vocazionalità che per decenni era rimasta inespressa al di fuori del mero ambito scientifico. Al punto da rischiare di essere dimenticata. E questa volta anche i viticoltori hanno fatto la loro parte.